La sede di Düsseldorf nasce nel 2023 e si rivolge a tutti coloro che amano la lingua italiana e i diversi aspetti della cultura del nostro Paese, dall’arte al cinema, dalla letteratura al cibo.
Düsseldorf è nota per la sua ricca scena culturale e la diversità linguistica. L’apertura del nuovo Comitato Dante Alighieri offre un’opportunità per promuovere lo sviluppo della lingua e della cultura italiana nella comunità locale. La città è anche un importante centro economico e culturale, con una vivacissima vita musicale e una popolazione cosmopolita, che può così beneficiare di una maggior coinvolgimento nella lingua italiana e nella sua ricca eredità culturale.
Grazie al sostegno dei soci e di altri enti presenti sul territorio e in Italia, si propone di promuovere musica, arte e cultura, offrendo corsi di lingua, presentazioni di opere letterarie, conferenze, mostre d’arte, concerti e spettacoli, diventando così un punto di riferimento per gli amanti della cultura italiana.
Società Dante Alighieri in Düsseldorf
Der Sitz in Düsseldorf wurde 2023 gegründet und richtet sich an alle, die die italienische Sprache und die verschiedenen Aspekte dieser Kultur lieben, von Kunst über Film bis hin zur Literatur und zum Essen.
Düsseldorf ist bekannt für seine reiche kulturelle Szene und sprachliche Vielfalt. Die Eröffnung der neuen Dante Alighieri Gesellschaft bietet die Gelegenheit, die Entwicklung der italienischen Sprache und Kultur auf besondere Art zu fördern. Die Stadt Düsseldorf ist auch ein wichtiges wirtschaftliches und kulturelles Zentrum mit einem pulsierenden Musikleben und einer kosmopolitischen Bevölkerung, die so von einem stärkeren Eintauchen in die italienische Sprache und ihrem reichen kulturellen Erbe profitieren kann.
Unterstützt von den Mitgliedern und anderen Einrichtungen in der Region und in Italien, möchte die Dante Alighieri Gesellschaft mit Sprachkursen, Präsentationen literarischer Werke, Vorträgen, Kunstausstellungen, Konzerten und Aufführungen einen breiten Schwerpunkt auf Musik, Kunst und Kultur legen, um so zu einem Bezugspunkt für die Liebhaber der italienischen Kultur zu werden.
Vi invitiamo alle nostre serate di lettura e interpretazione bilingue (italiano/tedesco) Il XXXI canto del Purgatorio è uno dei momenti più alti e intensi della Divina Commedia.
«O tu che se’ di là dal fiume sacro» …. Beatrice si rivolge a Dante con un tono severo avviando l’accusa contro il poeta, chiamato a riconoscere il proprio smarrimento spirituale. Dante, vinto dalla vergogna, trova infine la voce per ammettere le proprie colpe e ripercorre le tre parti del sacramento della confessione, corrispondenti ai tre gradini che conducono alla porta del Purgatorio: riconoscimento del peccato, confessione delle proprie colpe e purificazione. Il percorso si conclude con l’iniziazione nel fiume Letè, le cui acque cancellano la memoria del peccato. Purificato, Dante è ora pronto a sostenere lo sguardo di Beatrice e a proseguire il cammino verso il Paradiso.
“Poi, quando il cor virtù di fuor rendemmi, la donna ch’io avea trovata sola sopra me vidi, e dicea: «Tiemmi, tiemmi!».” Purgatorio: XXXI Canto 91-93
Lectura Dantis in italiano con traduzione consecutiva in tedesco
Declamazione: Dr. Beatrice Santini Interpretazione: Dr. Cecilia Casagni Traduzione: Dr. Volker Kiel
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Società Dante Alighieri di Düsseldorf propone una conferenza dedicata a una figura straordinaria e ancora poco conosciuta: Sophie Hasenclever (1823–1894), traduttrice della Divina Commedia di Dante Alighieri e protagonista della vita culturale ottocentesca. La conferenza prende le mosse dalle ricerche di dottorato della relatrice, che ha portato alla riscoperta di Sophie Hasenclever, salonière e intellettuale di Düsseldorf, nonché figlia di Friedrich Wilhelm von Schadow (1788–1862), fondatore e primo direttore dell’Accademia d’Arte di Düsseldorf. Cresciuta in un ambiente artistico e cosmopolita, Sophie trascorse lunghi periodi in Italia, dove acquisì una profonda conoscenza della lingua e della cultura italiane. La sua attività letteraria e traduttiva si colloca in un contesto eccezionale per una donna dell’Ottocento. Nel 1875 pubblicò a Lipsia, presso l’editore Dürr, la traduzione tedesca delle poesie di Michelangelo, mentre nel 1890 uscì a Düsseldorf, per l’editore Felix Bagel, la sua traduzione della Divina Commedia, un’opera di grande impegno linguistico, culturale e intellettuale.
La conferenza si articolerà in tre momenti principali:
Sophie Hasenclever: famiglia e ambiente, dal trasferimento da Berlino a Düsseldorf alla fondazione dell’Accademia d’Arte da parte del padre, fino al decisivo soggiorno italiano.
L’attività di scrittrice e traduttrice, con particolare attenzione all’accesso alle fonti, alla competenza testuale e alla traduzione delle poesie di Michelangelo.
La traduzione della Divina Commedia, analizzando il lungo lavoro preparatorio, le peculiarità della versione di Hasenclever rispetto ad altre traduzioni tedesche, nonché la cura editoriale e la raffinata veste tipografica dell’edizione Bagel, la sua intenzione e la ricezione dell’opera.
A conclusione dell’incontro, per chi lo desidera, è previsto anche un momento commemorativo con la visita alla tomba di Sophie Hasenclever, come gesto simbolico di memoria e riconoscimento.
Una conferenza che intreccia Dante, traduzione, storia culturale e storia delle donne, restituendo voce a una protagonista dimenticata della mediazione letteraria tra Italia e Germania.
Premiazione – La dolce vita si tinge di West 21. Marzo 2026 @ 18:00 - 19:30 Manuel de Teffé Società Dante Alighieri Düsseldorf e.V. PREMIO ITALOFONIA DÜSSELDORF 2026 Premiazione e incontro con l’autore Manuel De Teffé
Nel contesto dell’Anno dell’Italofonia nel mondo, la Società Dante Alighieri di Düsseldorf, conferisce il Premio Italofonia Düsseldorf 2026 allo scrittore e regista Manuel de Teffé per il romanzo “C’era una volta a Roma”, edizioni Ecuba.
Scritto durante il periodo del lockdown, il romanzo è ambientato nella Roma del 1965 e attraversa con intensità narrativa la stagione della Dolce Vita, le tensioni sociali dell’epoca e la nascita del western all’italiana, fenomeno culturale di portata internazionale che ha profondamente influenzato l’immaginario cinematografico globale e contribuito alla diffusione di un nuovo vocabolario narrativo e simbolico. L’opera è profondamente ispirata alla storia familiare e artistica del padre dell’autore, Antonio de Teffé von Hoonholtz, noto con il nome d’arte di Anthony Steffen, attore romano di origine prussiana e protagonista di oltre venti film western all’italiana, detenendo il record di più prolifico interprete del genere.
L’opera si distingue per la rara capacità di coniugare autonomia letteraria, memoria storica e immaginario cinematografico, trasformando una vicenda familiare in un racconto di valore universale. Attraverso una scrittura originale, consapevole e fortemente evocativa, il romanzo restituisce lo spirito di un’epoca cruciale della cultura italiana del Novecento.
Nel raccontare il percorso umano e artistico di una figura centrale del cinema western italiano — dal teatro classico al cinema di genere, dalla lunga gavetta al successo internazionale — “C’era una volta a Roma” intreccia letteratura e cinema, restituendo la complessità di un immaginario che ha contribuito a ridefinire l’identità culturale italiana in ambito europeo e mondiale.
Il romanzo rappresenta un esempio alto di italofonia contemporanea: una lingua che si fa racconto, visione e creazione condivisa, capace di attraversare confini geografici e culturali, mantenendo intatta la propria forza evocativa e generando immagini, codici espressivi e neologismi entrati stabilmente nel vocabolario internazionale.
Con il Premio Italofonia Düsseldorf 2026, la Società Dante Alighieri di Düsseldorf celebra un’opera che riafferma il valore dell’italiano come lingua viva, generatrice di cultura, dialogo e immaginario nel mondo, riconoscendo nella letteratura uno dei luoghi privilegiati in cui l’italofonia continua a rinnovarsi e a parlare al futuro. La serata sarà aperta dalla Presidente dott.ssa Beatrice Santini, che consegnerà il premio, una scultura in ferro, raffigurante Dante Alighieri, commissionata all’artista italiana Daniela Romagnoli. Moderatrice della serata sarà la giornalista italiana Daniela Bacchini. Molti gli ospiti invitati, tra cui l´attore Giorgio Colangeli, che ci delizierà con la sua interpretazione di parti del romanzo.
Manuel de Teffè dialogherà con il pubblico sul rapporto tra memoria e narrazione, sulla costruzione del mito cinematografico e sull’eredità culturale dello Spaghetti Western.
Manuel de Teffé
Manuel de Teffé, Romano, ha studiato scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma e si è diplomato in regia cinematografica al MIF. di Angelo D’Alessandro. Ha iniziato la sua carriera al Teatro Eliseo come assistente alla regia di Rossella Falk e Michele Placido. Ha lavorato come regista televisivo per Morgan film e Lux Vide. Si è occupato di narrazione audiovisiva, cinema di genere e storytelling applicato alla formazione culturale. Con il libro C’era una volta a Roma è vincitore del Premio Sergio Leone di Roma 2025, oltre che di numerosi altri primi premi letterari (Londra, Firenze, Venezia, Bolzano). Ha inoltre ricevuto il Premio Italofonia 2026, conferito dalla Società Dante Alighieri di Düsseldorf per il suo contributo alla diffusione della cultura italiana all’estero.
La masterclass propone un’analisi approfondita e al tempo stesso accessibile dello Spaghetti Western. È rivolta principalmente agli studenti della Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf (cinema, arti visive, scienze umane), per i quali – secondo i regolamenti dell’istituzione ospitante – è previsto il riconoscimento di crediti formativi. L’iniziativa è aperta anche a un pubblico di appassionati non specialisti. Al centro dell’incontro vi sono i dieci anni (1964–1974) in cui il cinema italiano ha rivoluzionato il western classico, trasformando il mito americano del West in un linguaggio visivo nuovo, più aspro, più politico, più ironico e profondamente moderno. La masterclass è concepita come un formato narrativo scenico della durata di 120 minuti, strutturato in atti e caratterizzato da un ritmo teatrale e cinematografico che intreccia analisi, frammenti filmici e racconto critico.
La serata del 13 giugno 2026 inaugura ufficialmente il progetto culturale La dolce vita si tinge di West – Lingua, set e miti dello Spaghetti Western, promosso dalla Società Dante Alighieri, e rappresenta il momento simbolico di apertura di un percorso che, nelle settimane successive, si articolerà tra cinema, musica, arti visive, conferenze e laboratori universitari. Protagonista dell’incontro è lo scrittore e regista Manuel de Teffé, autore del romanzo C’era una volta a Roma, opera da cui prende avvio l’intero progetto. La serata si apre con il saluto istituzionale della Presidente Beatrice Santini, che introduce il progetto, ne illustra il senso culturale e formativo e presenta gli ospiti e la moderatrice della serata. A seguire, la giornalista Daniela Bacchini conduce e modera l’incontro, dialogando con l’autore e accompagnando il pubblico nella scoperta della genesi del romanzo e del percorso culturale, soffermandosi sul rapporto tra memoria familiare, cinema e costruzione del mito del West all’italiana.
Al centro del racconto emerge la figura di Anthony Steffen, padre dell’autore e uno dei volti più emblematici dello Spaghetti Western. Protagonista di ben 27 film western realizzati tra il 1964 e il 1974, Steffen detiene un record assoluto per numero di ruoli da attore principale nel genere, incarnando più di ogni altro l’eroe (e l’antieroe) del western italiano e diventando una vera icona del cinema europeo. Nel corso della serata verranno proiettati spezzoni selezionati dei film interpretati da Anthony Steffen, che permetteranno al pubblico di entrare visivamente nell’estetica e nel linguaggio dello Spaghetti Western e di comprenderne la diffusione internazionale. Nel racconto di Manuel de Teffé affiora anche il tema delle radici familiari: Palermo, città legata alla storia della famiglia Steffen, viene evocata come luogo simbolico di origine e di passaggio, crocevia mediterraneo di culture, migrazioni e narrazioni. Da Palermo – porto, frontiera e spazio dell’immaginazione – le storie si mettono in viaggio, attraversano l’Italia, arrivano a Roma e poi al cinema, fino a trasformarsi in un mito globale come quello del West reinventato dal cinema italiano. In questo senso, Palermo diventa metafora di un percorso che unisce Sud e Nord, Mediterraneo ed Europa, e che trova oggi una nuova tappa nel dialogo culturale tra Düsseldorf e Palermo, nel decimo anniversario del loro gemellaggio. La mediazione linguistica in lingua tedesca per il pubblico locale è curata dalla giovane ambasciatrice della Dante Sara Luisa Hauck.
Un momento centrale della serata è rappresentato dalle letture sceniche tratte dal romanzo, affidate agli attori Giorgio Colangeli e Beatrice Fazi, che daranno voce ai personaggi e alle atmosfere del libro, creando un ponte tra parola scritta, interpretazione teatrale e immaginario cinematografico.
Interviene inoltre Carlo Pepe, Presidente del Centro Sergio Leone – Città di Roma, con un contributo dedicato al valore storico e culturale dello Spaghetti Western e alla sua eredità nel cinema contemporaneo. La serata del 13 giugno si configura come un momento inaugurale dal forte valore simbolico, pensato per introdurre il pubblico ai temi, ai linguaggi e alle traiettorie culturali del progetto. Il dialogo con l’autore, le immagini cinematografiche e le letture sceniche aprono un percorso che intreccia storie personali e immaginari collettivi, cinema e memoria. In questo quadro, Palermo emerge come uno dei luoghi evocativi del racconto: città mediterranea di partenze e ritorni, di stratificazioni culturali e incroci di identità, punto di origine di storie che attraversano l’Italia e l’Europa fino a raggiungere nuovi contesti e nuovi pubblici. Il dialogo culturale tra Düsseldorf e Palermo si inserisce così naturalmente nel progetto, come spazio di incontro tra Nord e Sud, tra memoria e contemporaneità, tra lingue, immagini e narrazioni in movimento.
Un modo creativo, coinvolgente e fuori dagli schemi per migliorare il tuo italiano! Un approccio originale all’apprendimento dell’italiano, consigliato a partire dal livello B1.
Questo seminario-laboratorio unisce scrittura creativa, analisi cinematografica e primi strumenti di sceneggiatura, prendendo come punto di partenza il genere del western italiano (Spaghetti Western). Dopo una breve introduzione ai codici narrativi e visivi del genere, i partecipanti lavoreranno su una scena cinematografica selezionata, mostrata senza sonoro. La scena muta diventa una narrazione aperta: attraverso l’analisi della drammaturgia visiva, delle relazioni tra i personaggi e della costruzione della suspense, i partecipanti saranno guidati a immaginare, scrivere e interpretare nuovi dialoghi. In piccoli gruppi si svilupperanno testi originali, esplorando voci, sottotesti, conflitti, ritmo e stile linguistico. Nella fase successiva, i dialoghi verranno registrati e doppiati in sincrono con le immagini, permettendo di sperimentare concretamente l’interazione tra testo scritto, voce, tempo e immagine.
Il seminario si conclude con un’introduzione ai principi fondamentali della sceneggiatura: il materiale nato da una scrittura libera e sperimentale viene riorganizzato in una scaletta strutturata di scena, mostrando il passaggio dalla creatività aperta alla forma drammaturgica. Il laboratorio è rivolto a studenti e a chiunque sia interessato al cinema, alla scrittura e alla narrazione. Contenuto
Introduzione allo Spaghetti Western e ai suoi codici narrativi
Analisi delle strutture visive e drammaturgiche di una scena cinematografica
Sviluppo del dialogo a partire dal materiale visivo
Esercizi pratici di scrittura, doppiaggio e interpretazione
Introduzione ai metodi di base della sceneggiatura
Obiettivi
Comprendere le convenzioni narrative ed estetiche del western
Sviluppare dialoghi, personaggi e conflitti
Riflettere sull’interazione tra immagine, linguaggio e suono
Trasformare una scrittura fluida in una struttura drammaturgica chiara
Informazioni
Domenica 14.06 il workshop è rivolto ai soci, agli studenti e agli amanti della lingua italiana. Si terrà presso la sede di Münsterstrasse, con i seguenti orari: 11.00–13.00 e 15.00–17.00. A seguire, alle ore 17.30, si svolgerà un’interessante conferenza tenuta dalla pianista e docente Beatrice Santini, dedicata al tema La musica dei film dal titolo: “La musica di Ennio Morricone e il mito del West” Lunedì, il workshop si terrà nelle aule della Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf, dalle ore 14.30 alle 18.00. È rivolto principalmente agli studenti della Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf (cinema, arti visive, scienze umane), per i quali – secondo i regolamenti dell’istituzione ospitante – è previsto il riconoscimento di crediti formativi. L’accesso è possibile anche agli esterni interessati. I posti per entrambi gli appuntamenti sono limitati. Per info e iscrizioni: kontakt@dante-duesseldorf.de.
Sophie Narr
Drammaturga e sceneggiatrice, laureata in sceneggiatura e drammaturgia presso la HFF Konrad Wolf. È membro del corpo accademico della Film University Babelsberg KONRAD WOLF, dove opera nell’ambito della formazione cinematografica e della didattica per giovani e studenti. Ha collaborato a progetti internazionali di educazione all’immagine, tra cui il programma italiano CIPS – Specialisti per l’educazione visiva nelle scuole.
Elisabetta Casagli Docente e formatrice con una solida formazione in competenze testuali, linguistica e scrittura creativa, maturata con una Laurea Magistrale presso l’Università per Stranieri di Siena e un percorso DITALS per l’insegnamento dell’italiano a stranieri. Da oltre quindici anni promuove corsi di lingua, poesia e scrittura creativa in contesti educativi e culturali. A Düsseldorf è docente madrelingua presso la Società Dante Alighieri, dove conduce corsi e laboratori che integrano media visivi e narrativi, in particolare il cinema.
In occasione del concerto in onore di Ennio Morricone, la conferenza accompagna il pubblico in un viaggio attraverso uno degli incontri artistici più straordinari del cinema del Novecento: quello tra il compositore romano e il western italiano.
La conferenza ripercorre l’ingresso di Morricone nel genere, a partire dalla collaborazione con Sergio Leone, e analizza come la sua musica abbia reinventato un genere fino ad allora dominato dall’immaginario americano. Fischi, chitarre elettriche, percussioni atipiche, voci umane e silenzio diventano elementi narrativi capaci di descrivere personaggi, conflitti e paesaggi interiori spesso ancora prima delle immagini.
Al centro dell’analisi vi sono le ragioni del successo immediato e duraturo della musica cinematografica di Morricone:
radicale originalità perfetta integrazione con il linguaggio filmico capacità di trasformare la musica in una voce narrante autonoma
Attraverso l’analisi dei brani eseguiti dall’ensemble, il pubblico riceverà chiavi di ascolto per comprendere struttura, scelte timbriche e significato emotivo delle composizioni.
Relatrice:Beatrice Santini Presidente e fondatrice della Società Dante Alighieri di Düsseldorf (dal 2023), musicista e artista multidisciplinare. Diplomata in pianoforte, canto, composizione, musica da camera e direzione di coro, ha conseguito inoltre un master come accompagnatrice per cantanti. È in possesso anche di diplomi in recitazione (Accademia d’Arte Drammatica Antoniana di Bologna) e regia d’opera. Svolge un’intensa attività didattica in ambito accademico in collaborazione con università e conservatorio a Düsseldorf. Parallelamente è attiva come musicista, attrice e regista, con progetti dedicati alla drammaturgia del suono e alla forza narrativa della musica.
Il colore del suono 20. Giugno 2026 @ 18:00 - 20:00 Stadtmuseum, Berger Allee 2, 40213 Düsseldorf
Musiche di Ennio Morricone con azione pittorica dal vivo
Un concerto che diventa esperienza sensoriale, un dialogo intenso tra musica e pittura, suono e colore, memoria e creazione. “Il colore del suono” è un omaggio originale e coinvolgente all’universo musicale di Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori italiani del Novecento, reinterpretato attraverso un intreccio vivo di esecuzione musicale e azione pittorica dal vivo. Le celebri melodie di Morricone prendono nuova forma grazie a un ensemble di musicisti di altissimo profilo:
Gianni Landroni – chitarre Diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “A. Tonelli” di Carpi e alla Reale Accademia Filarmonica di Bologna, ha tenuto centinaia di concerti in Italia e in Europa, registrando come solista per la RAI ed esibendosi, tra gli altri, per il Principe Alberto di Monaco.
Guido Tazzari – percussioni Batterista jazz con solide collaborazioni anche in ambito classico, vanta una lunga esperienza concertistica che spazia dal duo alle big band e al musical, affiancata da un’importante attività didattica.
Simona Santini – pianoforte e tromba Laureata con 110 e lode, perfezionata a Bruxelles, vincitrice del I premio assoluto al Concorso Pianistico Internazionale “Chopin” di Roma, si esibisce regolarmente come solista e camerista in Europa e in Canada. Da alcuni anni affianca con successo al pianoforte anche la tromba.
Accanto alla musica, il pubblico assisterà alla creazione di un’opera pittorica in tempo reale grazie all’azione pittorica interattiva di Walter Maria Padao (Darmstadt, 1965), artista visivo attivo tra Darmstadt e Düsseldorf. Formatosi tra Kassel, Norimberga e Bologna, Padao sviluppa una ricerca che unisce pittura, performance e riflessione sul tempo e sul movimento, trasformando il gesto artistico in un evento condiviso.
Durante il concerto, la pittura nasce e si trasforma seguendo le suggestioni sonore, rendendo visibile il suono e udibile il colore. Un’esperienza immersiva che unisce musica italiana, arte contemporanea e sperimentazione interdisciplinare, nel segno del dialogo culturale che la Società Dante Alighieri promuove.
Un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica, dell’arte e della creatività senza confini.
Con il sostegno della Città di Düsseldorf nell’ambito del gemellaggio Düsseldorf–Palermo.